Buongiorno! Salam alekum! Dobar dan.. eccetera! (altre info su di noi qui)

Benvenuti sul sito di Camelus adventures, la nostra Agenzia familiare. Siamo Francesco, Antonela e nostro figlio Olivo. Qui cercheremo di presentarci brevemente, senza annoiarvi ma cercando di spiegare come, quando e perchè ci siamo ritovati in questa avventura. Scriverò magari un po’ più di me stesso che di moglie e mio figlio, ma va sottolineato che tutto ciò non sarebbe potuto esistere senza l’incredibile forza di volontà di Antonela, questo è la cosa più importante. Un grandissimo aiuto è giunto e giunge anche da Olivo, visto che fin da piccolissimo sia ha viaggiato con noi, sia è rimasto spesso coi nonni durante tanti nostri viaggi.

Noi ci occupiamo del B&B, questa è l’attività “principale”. Il B&B è una antica casa in pietra, della famiglia di Antonela, che è stato restaurato completamente con grande maestria intorno al 2012, seguendo le direttive di stile e restauro dettate con decisione dalla stessa Antonela.

Il B&B funge da “campo base” per altre nostre attività, quali i tour in MTBike, il Parenzana Bike Shuttle, i weekend 4×4 ed enduro, tutte attività che trovate descritte su questo sito. Come attività non legata al B&B ci sono infine i viaggi nei Balcani, in Tunisia, Marocco e altri stati africani. Bene, è ora di presentarci.

Francesco “Franz”

I primi “segni” di malattia-viaggio si sono sviluppati alle scuole medie, quando in mancanza di motorino ho preso la bici e sono andato da Trieste fino a Jesolo. Alle superiori ho cominciato a organizzare “viaggetti” per gli amici di classe, appena compiuti i 18 anni, con la prima auto, una VW Polo. Erano i tempo d’oro del Camel Trophy, e della Paris-Dakar, eventi che ad oggi paiono lontani secoli (ho avuto poi la fortuna e l’onore di diventare amico di Ciro de Petri). I tempi nei quali in TV si guardava Jonathan, dimensione avventura, col mitico Fogar. Eventi questi che mi hanno direi “profondamente” segnato, fino a far diventare una professione questa mia giovanile passione dei viaggi avventura.

All’università (facoltà di chimica e tecnologia farmaceutiche) comincia la mia attività di motociclista, con una moto BMW boxer a carburatori. Comincio a organizzare viaggi in moto, correva l’anno 1996, primo viaggio fino a Sarajevo, appena finita la guerra. E apro quello che probabilmente è stato il primo sito di mototurismo sul web italiano. Mi ricordo che lo chiamai Mototurismo! col punto esclamativo perchè c’era (e forse c’è ancora) la rivista Mototurismo.  Finita l’Università, proseguo come dottorando e poi assegnista di ricerca. acquisto la mia prima Land Rover (Serie III) e nel 2003 il primo viaggio in Tunisia con Antonela, viaggio in solitaria fino a Borji el Khadra, l’ultimo avamposto della Tunisia a poche centinaia di metri dal confine, ove la Tunisia lascia spazio a Libia e Algeria.

Nota a margine ma che serve per comprendere meglio il cosiddetto background di Camelus: nel mio piccol(issim)o mi sono sempre occupato di volontariato, prima con Amnesty International alle superiori, poi vari anni per BnD e infine insieme ad Antonela e non solo abbiamo fondato Granellodisabbia, una Onlus specializzata in micro-opere dirette, Onlus che poi quando poi l’abbiamo “lasciata ad altri” purtroppo è finita in niente. Ma in quegli anni qualcosa almeno siamo riusciti a fare, anche se purtroppo veramente quasi niente, ma in effetti le finanze della Associazione erano praticamente nulle.

Dopo aver finito l’assegno di ricerca ed aver lavorato 3 anni in una industria di dispositivi medici, grazie anche al coraggio di Antonela decidiamo di metterci in proprio, e nel 2012 apriamo l’Agenzia Viaggi Camelus Adventures. Prima di “unificare” in un unico sito web (questo) le nostre attività, avevamo due siti che si chiamavano Tunisialternativa e Istrialand. Il nome Tunisialternativa deriva dal nostro amore per la Tunisia, e il termine alternativa, dal fatto che volevamo e vogliamo dare al nostro viaggiatore un modo di vedere la Tunisia che non sia solo ludico e sportivo. Istrialand deriva invece dal nostro amore per l’Istria e dalla mia passione per le vecchie Land Rover (vi ricordate che avevo nominato prima il Camel Trophy?).

Da quella volta abbiamo portato con noi tanti viaggiatori, in viaggi mai monotoni ma sempre molto veri. Più di 50 viaggi nel deserto Tunisino, ma poi anche Marocco, Mauritania, Senegal, tanti 6 Nations Raid Trieste-Tirana, dei weekend offroad in Istria ovviamente non abbiamo tenuto il conto….

Antonela

Ed ecco la parte difficile, far capire quanto sia importante Antonela in tutto questo, come ho già accennato prima. La mia “creatività” nei viaggi sarebbe nulla senza la sua solidità, il suo pragmatismo, la serietà, e la capacità psicologica di capire i partecipanti al viaggio, capacità che in me invece è molto meno sviluppata. E dire, in verità, che lei non è mai stata un’appassionata di viaggi, piuttosto è sempre stata legata alla campagna, a viti e ulivi. Insomma come si dice è diventata organizzatrice di raid per amore. Il che aumenta ancora la mia ammirazione verso di lei… perchè in fondo per me è facile, è la mia passione. Guardando il tutto dal lato opposto, avrei fatto io con tanta bravura e professionalità il contadino? il viticoltore? difficile :-).

Antonela è veramente un mito, vedrete poche donne che guidano come lei un 4×4 tra dune o fangaie, molto poche! O che sono capaci di cambiare il cilindro mastro della frizione! Riguardo al B&B va aggiunto che è una delle cuoche (non le piace il termine chef, troppo modesta!) più sopraffine dell’Istria. Scusatemi se è poco… e penso che le foto nella gallery sottostante faranno capire meglio delle mie parole il personaggio 🙂

Olivo

Un padre è la persona meno adatta di scrivere del figlio, essendo leggerissimamente di parte :-). Olivo – il nome è quello del nonno materno – fin da piccolissimo ha (quasi) sempre viaggiato con noi, anzi oserei dire che ha cominciato a viaggiare prima di nascere, visto che la mamma Antonela viaggiava col pancione…. . Ricordo weekend, uscite e viaggi 4×4 in cui aveva pochi mesi (!) compresi viaggi con la neve, o dormendo in tenda sul tetto della Land Rover in Tunisia con temperature sottozero di inverno, eccetera. Roba che il 99% dei genitori considererebbe tra i peggiori incubi. Poi per tutti gli anni dell’asilo e delle elementari si è fatto una indigestione di Tunisia, Balcani, Marocco. In buona sostanza a 11 anni aveva sicuramente fatto più viaggi nel deserto (e non solo) del 99% degli italiani. Parliamo di decine di viaggi in Tunisia, per dire. Poi una “relativa” pausa passando alle medie e alle superiore (ove frequenta ora) in quanto non era più possibile fare assenze, e quindi i viaggi si “limitavano” a Pasqua, Natale e al caso estate. Come fosse poco :-).

A 16 anni il suo primo vero ingaggio come Staff: infatti per la prima volta ha gestito in autonomia i partecipanti in 4×4 del 6 Nations Trieste Tirana (estate 2021), con una serietà e professionalità e precisione veramente notevole (non dico inaspettata, perchè lo conosco). Ma certamente inusuale in un ragazzo della sua età. Qui, devo dirlo, non per lungimiranza o calcolo, quanto piuttosto per necessità e forse anche incoscienza – conta la gigantesca esperienza che Olivo ha accumulato sin da piccolo. E questa è una cosa meravigliosa della quale ci siamo resi conto progressivamente, e solo in tempi relativamente recenti.

Mi spiego, perchè è un discorso estremamente importante per i genitori più giovani di noi. Avere la fortuna (il tempo / i soldi) di viaggiare tanto con i propri figli piccoli, dona loro delle esperienze tanto profonde quanto all’apparenza nascoste. Non pensiate che Olivo fosse un piccolo Alberto Angela… ha fatto anche lui i suoi bei viaggi partendo e tornando a casa senza aver tolto gli occhi dai videogiochi sul telefonino, passando attraverso paesaggi da sogno dei quali – giustamente – non gli poteva fregare di meno. O quante volte si è annoiato tra gli adulti quando aveva un’età da 2a elementare. Ma in tanti viaggi, da 3 mesi all’adolescenza, evidentemente qualcosa (anzi… tanto!) è passato nelle sue giovanissime sinapsi.

Tutto ciò per dire, se ne avete la possibilità fate viaggiare i vostri figli…  fatelo! il più possibile! fateli uscire assolutamente dalla comfort-zone famiglia-squadra-scuola. Forse non lo capiranno quando sono ancora piccoli, ma è uno dei regali più grandi che potete far loro! Ovviamente donando loro più libertà possibile, non dico libertà assoluta ma… quasi! Un viaggio avventura nel Sahara o in Senegal se viene fatto tenendo i figli sotto una campana di vetro sterile e iperprotettiva condita di ansia allora meglio spendere i soldi altrove. Non basterà un viaggio, non basteranno due, e sarà necessario che i genitori abbiamo loro per primi un approccio costruttivo e aperto verso il mondo. Ma se tutto ciò ci sarà, veramente darete ai figli una marcia in più. Questo concetto di far viaggiare i figli è la cosa più importante che troverete in questo sito!

 


Premessa (ma la scrivo dopo che avete letto i nostro profili)

Internet è un mare (di acqua? di sabbia?) meraviglioso, ma dove tutti possono scrivere di tutto. Dietro alla tastiera tutti sono piloti, virologi, esploratori, meccanici specializzati… allenatori della Nazionale e via dicendo. Da quando sono spuntati GPS e smartphone tutti sono diventati tour operator o semplicemente esperti di deserti e savane o di foreste balcaniche.

Noi non ci appiccichiamo da soli etichette, non siamo esploratori nè esperti di alcun chè. Qui a Camelus (Tunisialternativa / Istrialand) siamo solo dei professionisti onesti e con oltre venti anni di esperienza sul campo, in spedizioni 4×4 e enduro. Le informazioni che seguono e i “consigli” sono nati dalla nostra esperienza e dal nostro modo di viaggiare. Non sono certo i consigli “MIGLIORI”… perchè se avessimo un budget 10x quello che abbiamo, vi daremmo dei consigli probabilmente diversi.  Questi nascono dal nostro modo di viaggiare, semplice, schietto, non aggreessivo e che non ostenta.

La Tunisia (o il Marocco, o il Senegal…) sono quelli. Stanno lì. Quello che la gente troppo spesso non afferra è che non è importante quanto costa il viaggio… se con caio costa x o con tizio costa y… tanto i prezzi 100€ più 100€ meno sono lì. Quello che è più importante (E PIU’ DIFFICILE) è scegliere con chi andare a seconda di quale approccio darà al viaggio. In questo senso la figura del tour leader fa la differenza. Anche qui… non che uno sia più bravo e l’altro meno, ma ognuno ha il suo modo di porsi verso gli altri e verso la Destinazione e la Gente che lì abita.

Questo ci sorprende: nei siti dei competitors trovi bellissime foto ma non una parola sullo SPIRITO con il quale viene fatto il viaggio. Non una parola sul “curriculum” del tour leader (saranno timidi o non avranno nulla da dire perchè fino a ieri facevano altro?). Mistero. NON UNA PAROLA SULLA SICUREZZA E SULLE QUESTIONI RELIGIOSE E POLITICHE attuali. L’importante è vendere il cammello, fare cassa… tutto il resto viene dopo. Qui è il contrario. Fare cassa è l’ultimo obbiettivo. Infatti non la abbiamo mai fatta in tanti anni. Ma abbiamo la presunzione di aver fatto felici un  po’ di viaggatori. E se dopo tanti anni siamo ancora qua…  (nonostante la pandemia…) forse è vero.

Chi è la nostra mascotte (logo)

  • Non è che dromedarius non ci piacesse, ma camelus ci piaceva di più. Tra l’altro non è che il cammello abbia due gobbe e il dromedario una, o meglio sì ma nel senso che nella famiglia dei camelidi ci sta sia il genere camelus / specie dromedarius sia il genere camelus / specie batricanus, ossia il cammello asiatico bi-gobba. Ma non perdiamoci nelle classificazioni di Linneo, che ci interessano relativamente.
  • Il nome camelus è legato ovviamente al deserto, una delle “aree” che amiamo di più e ove più spesso organizziamo viaggi. Ma è legato anche al Camel Trophy, uno degli eventi che più ha “forgiato” il nostro cuore nei lontani anni ’80, evento mitico ma che è talvolta sconosciuto ai giovani (cosa che a noi pare impossibile…).
  • Gli occhi del dromedario del nostro logo, stile the Simpsons, vogliono esprimere curiosità e stupore – che servono sempre nei viaggi – e anche simpatia e assenza di aggressività, altre de doti necessarie esplorando il mondo.
  • Il dromedario è circondato dagli indirizzi dei nostri 4 siti web “storici”, che ora confluiscono qui su camelus.it
  • Il drappo che avvolge la gobba, rappresenta i tre classici colori africani. La storia di come questi bellissimi colori sono stati scelti da molte nazioni africane è tanto lunga quanto interessante, e ha importanti connotazioni religiose e politiche. Qui accenneremo solo alcuni concetti di base. Il giallo non è giallo ma oro, infatti in inglese troverete elencati questi colori come red, green and gold. Molti di voi li collegheranno – giustamente – alla musica reggae, mentre forse non tutti tra voi conoscono le implicazioni religiose e sociali che uniscono la musica reggae all’Etiopia, al rastafarianesimo, e a Haile Selassie I°. Aver scelto questi colori vuole essere un piccolo segno di stima e ammirazione. Se vorrete saperne di più, nei viaggi avremo modo di parlarne 🙂