Qui senza avere pretese di completezza, vengono ricportati i principali fatti di terrorismo & dintorni che accadono in Tunisia, e che non passano spesso sui notiziari italiani e internazionali in quanto usualmente non coinvolgono cittadini europei. Questa pagina specifica è stata aperta nel dicembre 2017, quindi non troverete molto (ma sono le notizie principali) dei mesi precedenti o del 2015. Visto che la Tesi si concludeva con parlando di Shabab al-Tawhid, come possibile “reincarnazione” sotto nuovo nome di Ansar al Sharia, devo dire che non ho trovato nulla di significativo (che sia datato dopo il 2014) relativo a questa sigla, che penso quindi sia “finita”. L’ultimo articolo che il noto ricercatore Aaron Zelin dedica a questa sigla è datato 2014 anch’esso.

Qui di seguito c’è una mappa della Tunisia ove abbiamo “collezionato” le principali zone di montagna ove sono avvenuti i fatti che seguono. Ovviamentre NON solo le uniche zone pericolose… NON ho cerchiato in rosso le città ove sono avvenuti i fatti terroristici principali (Sousse/MOnastir, ecc) nè le città in zone “calde” come Ben Guerdane o anche Gafsa.

Avvenimenti importanti di matrice terroristica dal 2016 in poi:

  • 23 febbario 2016, JEBEL MGHILA (SIDI BOUZID): In una dichiarazione rilasciata questo pomeriggio, il Ministero della Difesa ha svelato l’identità del terrorista ucciso ieri dalle forze militari nella regione di Jebel Mghila. Questo è Taher Ben Nabil ben Ibrahim Marzouki nato il 3 agosto 1993 a Jendouba (fonte)

Atti di notorierà internazionale:

  • 18 marzo 2015: attacco al Museo del Bardo
  • 28 marzo 2015 / GAFSA: Il terrorista leader Katiba, OKba Ibn Nafaa “Lokman Abu Sakhr”, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nella regione di Gafsa da unità speciali della Guardia Nazionale, ha detto Habib Essid domenica. capo del governo. Il leader di Katiba Okba Ibn Nafaa “Khaled Chaieb” alias Lokman Abu Sakhr è accusato di aver pianificato l’attacco terroristico del 18 marzo contro il Museo del Bardo che ha ucciso numerosi tunisini e turisti stranieri. “Questa è la prima reazione agli eventi terroristici che hanno colpito il Museo Bardo lo scorso 18 marzo”, ha detto Essid in una conferenza stampa domenica all’aeroporto npresidenziale di Laouina (fonte).

Atti di notorierà internazionale:

  • 26 giugno 2015: attacco alla spiaggia in zona Sousse
  • 2 ottobre 2015, JEBEL OUERGHA (EL KEF): Jebel Ouergha nella regione di Kef è stato bombardato con artiglieria pesante da venerdì 2 ottobre, ha detto il tenente colonnello Belhassen Oueslati, portavoce del ministero della Difesa. Questi bombardamenti sono stati effettuati dall’aeronautica militare, e dalle unità delle forze di terra alla ricerca di gruppi terroristici (fonte)
  • 13 novembre 2015: JEBEL MGHILA (SIDI BOUZID). terroristi decapitano il giovane pastore Mabrouk Soltani (foto a sinistra), sui monti vicino al suo villaggio, Douar Slatniya,  nei pressi di Sidi Bouzid. Qui un approfondimento di questa agghiacciante storia.
  • 15 novembre 2015: JEBEL MGHILA (SIDI BOUZID): Secondo le notizie dal Monte Mghila, che è stato teatro di scontri dalla mattina del 15 novembre 2015, secondo quanto riferito, cinque terroristi sono stati uccisi durante un’operazione su vasta scala condotta dall’esercito nazionale in cerca dei terroristi che hanno decapitato il giovanie pastore Mabrouk Soltani. Purtroppo nel combattimento è deceduto un sergente capo delle forze speciali dell’esercito nazionale (sul monte Mghila tra Kasserine e Sidi Bouzid). (fonte)  NDR: l’assassino di Mabrouk verrà catturato il 06 gennaio 2018
  • 24 novembre 2015 / TUNISI: Una forte esplosione è avvenuta nella centrale Avenue Mohamed V di Tunisi vicino all’ex sede del partito di Ben Ali, Rcd. Ad andare in pezzi un bus con a bordo uomini della guardia presidenziale: almeno 12 i morti, 17 i feriti (fonte).
  • 2 Marzo 2016: AIN JAFFEL (SBEITLA). Un terrorista, attivamente ricercato dalle autorità tunisine e algerine, sarebbe stato ucciso nell’operazione Ain Jaffel vicino alla delegazione di Sbeïtla (governatorato di Kasserine) e Jelma (governatorato di Sidi Bouzid). Secondo le prime informazioni riportate dal quotidiano “Assarih”, sarebbe un emiro del gruppo dello Stato islamico (DAECH). Conosciuto come El Wahrani, questo individuo era il presunto cervello di diversi attacchi. È stato attivamente ricercato in Tunisia e Algeria (fonte).
  • 11 Marzo 2016 / ZAAFRANE / DOUZ (KEBILI):  La gente della città di Kebili Governatorato Zaafrane aver scoperto che ignoti avevano, durante la notte, rimosso la bandiera nazionale sul tetto di una clinica locale, e sostituito con la bandiera nera dell’ISIS hanno avvisato le autorità che hanno avviato la ricerca per identificare gli autori di questo misfatto. Segue una grande operazione di rastrellamento con incursioni in alcune case della località.  Questa operazione ha permesso l’arresto di una trentina di sospetti, che sono sottoposti a interrogatori da parte dei servizi specializzati. Due giorni dopo simile episodio a pochi km di distanza, presso un centro agricolo tra Zaaafrane d Douz. (fonte)
  • 29 Agosto 2016 / JEBEL SEMMANA (KASSERINE): il 29 agosto, il giorno dell’entrata in carica del nuovo esecutivo (governo Chaheb), tre soldati tunisini sono stati uccisi e una decina feriti in un’imboscata sul Monte Semmama a Kasserine, nel centro-ovest del Paese in prossimità della frontiera algerina. Il gruppo jihadista Okba Ibn Nafaa, legato ad AQIM (Al Qaeda nel Maghreb Islamico) ha rivendicato l’attentato. A poche ore di distanza, come riferito dal colonnello Belhassan Oueslati, portavoce del ministero della Difesa, altri soldati sono rimasti vittime di una mina esplosa durante un’operazione di rastrellamento nella stessa zona (foto a sinistra), diventata uno dei focolai principali del terrorismo in Tunisia. Infine, un civile è morto nella notte del 31 agosto, colpito da uno sparo negli scontri a fuoco che si sono registrati durante un’operazione anti-terrorismo a Cité El Karma (provincia di Kasserine) nella quale le forze di sicurezza hanno eliminato due terroristi (fonte).
 
  • 29 novembre 2016: JEBEL OUERGHA (LE KEF)La polizia è riuscita, negli ultimi giorni, a smascherare e arrestare un pericoloso terrorista appartenente alla gruppo di Jebel Ouergha, che era fuggito dalla macchia e si era nascosto nelle vicinanze della capitale, e più precisamente, nel Cité Selten nelle vicinanze di Hammam Lif, dove visse con un amico e lavorò in una fattoria della zona. L’individuo in questione fuggì dalle montagne di Ouergha dopo numerose operazioni di rastrellamento dell’esercito nell’area. Si è rasato la barba e ha cambiato il suo aspetto per paura di essere catturato da quando era stato oggetto di diversi avvisi di ricerca.  Questo terrorista è coinvolto in tutte le operazioni che si sono verificate nelle vicinanze di Jebel Ouergha, tra cui l’assassinio del martire Said Ghazlani e quello del giovane pastore Mabrouk Soltani. (fonte)
  • 30 genaio 2017, JEBEL MGHILA (SIDI BOUZID): Un gruppo terroristico armato ha preso d’assalto la notte di venerdì a sabato una casa nella zona di Barakia di Slita, contigua al Monte Mghila, nel governatorato di Sidi Bouzid, per saccheggiare le scorte alimentari. Gli aggressori hanno preso d’assalto la casa a tarda notte chiedendo che il proprietario desse loro il cibo prima di partire per la montagna. (fonte)
 
  • 12 marzo 2017 KEBILI: all’1 di notte attacco di un gruppo terroristico presso il punto di controllo stradale “fisso” sulla strada che entra a Kebili per proseguire verso Douz. L’attacco è stato perpetrato da quattro terroristi su due motociclette, piene di esplosivi. Gli agenti di sicurezza hanno risposto rapidamente, nonostante l’effetto sorpresa previsto dai terroristi; hanno ucciso  un terrorista e ferire altri due. Il quarto è in fuga. (fonte)
  • 20 maggio 2017, JEBEL MGHILA (KASSERINE): Un violento scontro armato tra le forze armate nazionali e un gruppo di terroristi nella regione di Thmad della delegazione di Sbiba nel governatorato di Kasserine, vicino al monte Mghila. Diversi terroristi sono morti in questi scontri con unità militari ed elementi terroristici, ha detto una fonte locale citata dalla radio Mosaïque Fm.
  • 2 giugno 2017 JEBEL MGHILA (SIDI BOUZID): Khlifa Soltani, fratello del pastore martire Mabrouk Soltani, (decapitato dai terroristi nel novembre 2015), è stato a sua volta rapito da un gruppo terroristico sulle alture del Monte Mghilla.Il fratello di Mabrouk Soltani era andato con un altro pastore e il loro gregge nella stessa zona in cui suo fratello era stato selvaggiamente assassinato. Secondo una fonte di sicurezza, un gruppo terroristico ha intercettato i due pastori. Il fratello di Mabrouk Soltani è stato rapito. Il suo compagno è stato rilasciato dai terroristi. Poteva tornare a casa e allertare le autorità. Le operazioni di rastrellamento sono iniziate dopo questa denuncia. (fonte)
  • 3 giugno 2017 JEBEL MGHILA (SIDI BOUZID): l’osservatore terromonitor.org ha pubblicato un video sul suo account Twitter che mostra il martire Khlifa Soltani ucciso interrogato e ucciso dai suoi assassini. La data si riferisce al crimine, il video è stat pubblicato il 9 agosto 2017. (fonte)
 
  • 3 giugno 2017 JEBEL CHAAMBI (KASSERINE): L’esercito ha bombardato con l’artiglieria pesante venerdì 30 giugno 2017, alcune posizioni detenute da gruppi terroristici sul Monte Chaambi nel governatorato di Kasserine.  Questa azione è parte di un’operazione per stringere la presa sui terroristi che si nascondono sulle alture di Kasserine. (fonte)
  • 7 luglio 2017, JEBEL SALLOUM (KASSERINE): Un’operazione congiunta è stata condotta da unità della Guardia Nazionale sotto il quartiere di Kasserine, con le forze dell’esercito nazionale sul bordo del Monte Salloum a Kasserine per monitorare un gruppo di individui a sostegno delle cellule terroristiche trincerato sulle alture della regione. La sicurezza e le forze militari hanno condotto una campagna di ricerca nelle case vicino al Monte Salloum.
  • 30 ottobre 2017 / JEBEL ESSIF / FOUSSANA / KASSERINE: un agente della Garde Nationale (in sinergia con l’Esercito) viene ferito dalla esplosione di una mina durante un’operazione di rastrellamento sul Jebel Essif. (fonte)
  • 1 novembre 2017 (TUNISI): attacco davanti al Parlamento tunisino, feriti  2 agenti
  • 21  novembre 2017 / JEBEL CHAAMBI (KASSERINE): E’ risaputo che durantre il periodo di governo della “troika” guidata dal Movimento Ennahda tra il 2012 e il 2015, il terrorismo ha raggiunto il picco in Tunisia e la testimonianza dell’ex sindacalista Issam Dardouri davanti a un comitato dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo (ARP) ha solo edificato questa amara realtà. Il presidente dell’Organizzazione per la sicurezza dei cittadini (OTFC), Issam Dardouri ha detto che 117 terroristi sono stati arrivati da aree di tensione (Libia, Siria e Iraq), come rinforzi per i combattenti arroccati sul Monte Chaâmbi. Ha detto che questa informazione proviene dalla confessione di un terrorista che è stato arrestato dalle unità di sicurezza. Si ricorda che tra il 2012 e il 2016, la Tunisia ha affrontato l’ascesa del movimento jihadista favorita dalla ascesa al potere di Ennhadha partito che ha tollerato la presenza di estremisti islamico Ansar al Charia. (fonte). Nella foto, la brigata Okba Ibn Nafaa.
  • 24 novembre 2017 / JEBEL ABDELADHIM (KASSERINE): Una mina antiuomo piazzata da terroristi è esplosa questo venerdì pomeriggio al passaggio di un ranger nel Jebel Abdeladhim, provocando l’amputazione della gamba destra. I pompieri hanno trasportato l’infortunato all’ospedale regionale di Kasserine e da lì all’ospedale militare di Tunisi. (fonte).
  • 2 dicembre 2017 / ITALIA: La famiglia del terrorista tunisino Ghassen Rahal, soprannominatO “Abderrahmen Attounissi”, che vive in Italia, ha ricevuto una lettera dall’organizzazione terroristica Daech (isis), che testimonia l’esecuzione del figlio. Fu massacrato per aver abbandonato i ranghi di Daesh.
  • 8 dicembre 2017: Una giovane ragazza tunisina che si era unita  ai gruppi terroristici (e che li ha lasciati dopo i fatti dell’attentato a Port el Kantaoui, 2015, ndr) presso Jebel  Chaambi, Jebal Semmama e altre colline nel sud-ovest del paese in cui i gruppi terroristici sono attivi, ha rivelato i metodi utilizzati dai jihadisti comunicare e formare i loro futuri combattenti. Dopo il suo arresto, la ragazza ha detto che aveva  informato le forze di sicurezza dell’attacco terroristico del Hotel Imperial a Port El Kantaoui Sousse, prima che avvenga, ma non era stata presa sul serio. Ricordiamo che 26 giugno 2015, terrorista Seifeddine Rezgui commesso un massacro nella località balneare di Port El Kantaoui, sparando kalashnikov e facendo 39 morti e 39 feriti, la maggior parte di essi turisti britannici.
 

E ‘stato dopo questo incidente che ha deciso di collaborare con la sicurezza e dire tutto ciò che sapeva sui gruppi terroristici e i movimenti islamici estremisia che aveva frequentato per anni. Grazie a questa collaborazione, sono stati evitati diversi attacchi terroristici, compreso l’attacco a un’ambasciata a Tunisi e contro un poliziotto.

Metodi di reclutamento: Dopo essersi unita ai gruppi terroristici ancora minori, la ragazza è stata gradualmente attratta attraverso metodi gentili per ritrovarsi radicalizzata senza rendersene conto. Inizialmente, hanno iniziato con gli aspetti dell’abbigliamento indossando un velo che garantiva la sua indipendenza e dignità, prima di arrivare al porto del niqab o del velo completo. La seconda fase consisteva nel rafforzare la sua fede incoraggiandolo a soddisfare gli altri pilastri dell’Islam, compresa la preghiera. Ha enfatizzato il linguaggio in codice usato dai membri del Daesh che parlano di terroristi come “Fratelli” che devono essere sostenuti e con i quali dobbiamo stare insieme “pregando per il loro trionfo in Siria dove subiscono la repressione di un tiranno “, poi è stata convinta di andare in prima linea, in montagna, per imparare a usare le armi e imparare a muoversi ed evitare le mine la cui posizione è segnata da segni concordati (borse, pietre, croci e altri).

Durante la sua formazione, le è stato insegnato a resistere agli interrogatori di polizia scappando dalla risposta a domande attraverso la digressione su altri argomenti. Secondo lei, i terroristi usano un linguaggio speciale per comunicare e utilizzare modelli più vecchi di telefoni cellulari che non hanno la possibilità di geolocalizzazione. Lasciano i campi e si nascondono quando vogliono chiamare, ha detto, aggiungendo che questi dispositivi sono spesso usati per fabbricare bombe e mine.

I terroristi dispongono anche di attrezzature informatiche e sistemi per ricaricare i loro telefoni cellulari. La pentita ha detto che coloro che sono trincerati nelle montagne sono in contatto con altri che sono sul campo, nei quartieri e nelle città, dicendo che hanno dei segreti segni di riconoscimento. La ragazza ha riferito che i terroristi si radono la barba, indossano abiti da vagabondo, parlano in un linguaggio popolare per sfuggire alla vigilanza delle forze di sicurezza e rimuovere ogni sospetto sulle loro attività reali. Ha detto, inoltre, che i terroristi ricevono nei loro nascondigli sulle montagne, i messaggi inviati loro dai loro avvocati, in un modo che non le è stato loro rivelato.

Minacce dopo che è stata scoperta la sua identità: Tutte queste rivelazioni le hanno fatto guadagnare la assoluzione perchè ha collaborato e non mai perpetrato o partecipato ad un atto terroristico. Tutto ciò le gli è valso il sostegno finanziario del Ministero degli Interni ma esso si è interrotto dopo il licenziamento del Segretario di Stato Rafik Chelly nel dicembre 2015, in seguito all’attacco sul bus della Guardia Presidenziale su Mohamed V Avenue a Tunisi.

La pentita  si è lamentata per la rivelazione della sua identità, che ha provocato minacce da gruppi terroristici e sua madre, con cui vive a Tunisi dopo essere fuggita dalla loro città natale. interno del paese. È stata accusata di avere una relazione intima con un membro del Parlamento, si è lamentata, dicendo che lei e sua madre l’hanno contattato solo per chiedere aiuto perché erano nei guai. Parlando alla trasmissione di Hamza Belloumi su El Hiwar Ettounsi, la madre della ragazza ha raccontato del periodo in cui sua figlia era sempre assente da scuola ma la Scuola stessa  non la aveva mai informata Ciò significa che molti settori amministrativi del paese sono infestati e infiltrati da persone che appoggiano la causa dei jihadisti e da altri che sono pronti – per pochi denari –  a chiudere gli occhi. Un atteggiamento che potrebbe essere molto pericoloso per il Paese. (fonte)

  • 11 -12 dicembre 2017 / JEBEL CHAAMBI (KASSERINE): esplosione di una mina nella zona del monte Chaambi. 1 militare morto (Mohamed Ben Belgacem) e 5 feriti. Il portavoce dell’esercito tunisino, Belhassen Oueslati, ha detto che dopo l’esplosione i terroristi sono stati rintracciati dai militari, e c’è stato uno scontro a fuoco, ma non ha specificato se ci fossero feriti tra i terroristi. Il militare deceduto, è stato sepolto il 12/12 nella regione di Zaghouan (foto a sinistra). Erano presenti Gahzi Jribi (ministro della Giustizia) Ali Marmouri, governatore di Zaghouan, nonché molti quadri militari e dei servizi di sicurezza.
  • 13 dicembre 2017 / JEBEL CHAAMBI (KASSERINE): Il gruppo terrorista arroccato sulle montagne della regione di Kasserine, Katiba Okba Ibn Nafaa (foto nella nota del 21 novembre 2017) ha rivendicato l’attacco con la mina anti-uomo che ha causato, due giorni fa, la morte di Mohamed Ben Belgacem (il ragazzo in foto a sinistra), e la ferita di altri suoi commilitoni (fonte).
  • 16 dicembre 2017 / BEN GUERDANE: corpi speciali effettuano controlli nella città di Ben Guerdane, andando anche di casa in casa in quanto sono stati segnalati numerosi movimenti di persone sospette / jihadisti. (fonte)
  • 20 dicembre 2017 / TUNISI: Abir Moussi (fondatrice del partito DESTOURIEN LIBRE, nato il 16 agosto 2016) ha presentato una denuncia presso la Procura della Repubblica del tribunale di Tunisi, chiedendo l’applicazione della legge anti-terrorismo contro i leader Ennahda per i loro presunti contatti con organizzazioni terroristiche e implicazioni nei casi di terrorismo. (fonte)
 
  • 22 dicembre 2017 / SOUSSE / KAIROUAN: Un totale di 9 membri di una cellula terrorista affiliata ad al-Qaeda che pianificano un attacco sono stati arrestati dalla Brigata antiterrorismo El-Ghajani. Agendo nei governatorati di Sousse, Manouba e Kairouan, questi terroristi sono stati in contatto con altri elementi in alcune altre regioni del paese e hanno pianificato violenti attacchi, ha detto il ministero dell’Interno in una dichiarazione senza specificare la natura di questi attacchi. (fonte)
  • 25 dicembre 2017 / KASSERINE: Nella notte tra 24 e 25 dicembre i corpi speciali della Garde Nationale hanno arrestato due capi jihadisti (non sono stari rivelati i nomi) della zona di Le Kef e Jendouba. Essi sono affiliati con il Katibet Okbaa Ibn Nafaa agendo sotto la bandiera di al-Qaeda. I terroristi si sono resi responsabili di diversi attacchi contro militari e civili nelle loro regioni di origine, e hanno ripetutamente saccheggiato varie case nelle vicinanze delle montagne (ove si rintanavano)  per rubare provviste. (Le Kef e Jendouba). Numerose armi e munizioni sono state sequestrate. I due terroristi arrestati lunedì all’alba stavano progettando un attacco a un posto di sicurezza di frontiera. (fonte)
  • 6 Gennaio 2018 / KASSERINE: La polizia, appoggiata dalle unità dell’esercito nazionale ha stanato un gruppo armato. Durante uno conflitto a fuoco, è stato ferito e arrestato Borhene Boulaabi, nato nel 1991. È un elemento estremamente pericoloso, ha partecipato a numerosi attacchi contro soldati e agenti della Guardia Nazionale. È uno dei leader fondatori di Katiba Okba Ibn Nafaâ. (fonte) e leader del gruppo Ajnad Al Khilafa. Il 08.01.2018 confessa di aver decapitato lui il giovane pastore Mabrouk Soltani (il 13 novembre 2015 (fonte)). Inoltre rivela quali dovevano essere gli obiettivi dei prossimi attentati: due ufficiali di una brigata della zona, e un Capo Distretto di Kasserine (fonte)).

PER QUANTO RIGUARDA IL PERIODO DA GENNAIO 2018 IN POI, QUESTA PAGINA NON VIENE AGGIORNATA E SI FA RIFERIMENTO ALLA PAGINA TUNISIA SICURA.