Altro argomento sul quale è difficile scrivere… come era difficile auto-descrivere lo staff. Ma qualcosa dobbiamo pur dire, anche perchè uno dei concetti base dei viaggi “organizzati” è: non importa tanto dove vai, ma con chi 🙂

Cosa intendo dire con questo? che il Viaggiatore dovrebbe dare importanza non solo alla destinazione e agli aspetti tecnici, ma anche dovrebbe cercare di capire quale sia l’ organizzatore più adatto al suo modo di viaggiare. Infatti la Tunisia o il Balcani (o altro) che vedrete e “vivrete” con noi, saranno diversi da quelli che vivreste con altri nostri colleghi. Non che noi siamo più bravi… è che ognuno ha il proprio modo di fare.

Addirittura il nome della nostra “sezione” tunisina: TUNISIALTERNATIVA.IT (sito che ora riporta qui con redirect) ha questo nome proprio perchè – non senza un po’ di vena polemica – volevamo distinguerci dalle solite tunisie che venivano proposte dai nostri colleghi. E queste tunisie erano, secondo noi, troppo spesso improntate ad aspetti solamente sportivi e ludici, mentre noi abbiamo sempre cercato di offrire anche un approccio più socio-culturale-filosofico-zen-musicale ecc ecc. Scherzo, ma non troppo. Non che l’approccio  sportivo-ludico sia di per sè sbagliato, ma non è il nostro modo di fare.

Anche il nostro motto: viaggi, non vacanze, alla scoperta di persone e luoghi, cerca di riassumere il nostro modo di vedere il viaggio. Un viaggio-avventura non può essere per definizione una vacanza rilassante, prevedibile, altrimenti non sarebbe un viaggio-avventura, no? (ma quanti vendono avventure finte, di plastica….).  E il citare le persone prima dei luoghi non è una scelta casuale. Anche se il tempo dedicato a cercare di conoscere – almeno un po’ – le persone che incontreremo, è sempre troppo poco (pochissimo!) almeno ci proviamo! Come si dice: è il pensiero che conta.

In effetti anche noi nei viaggi-avventura motoristici soffriamo di questa cronica mancanza di tempo. Un po’ meglio si riesce a fare nei trekking o nei viaggi fotografici o storici, ove non c’è la componente motoristica (che amiamo ma ha i suoi inconvenienti).

Un altro concetto che certamente ha modificato – almeno in parte – il nostro modo di viaggiare è il passare del tempo. Come avrete letto nei “chi siamo”, oramai abbiamo superato 1/4 di secolo di viaggi e raid, e quando iniziai  seriamente a 25 anni, ero certamente una persona molto diversa (purtroppo!) da quella che sono ora a 50 anni, ben oltre la metà, sigh.

«Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.»

Il problema che per il sommo poeta, il mezzo del cammin di nostra vita era 35 anni :-). Spero e credo che mio figlio porterà avanti un nuovo e giovane modo di viaggiare, anche se magari questo non sarà la sua professione principale. Ma chissà? 

Ultima considerazione, quello che non è cambiato in tanti anni di viaggi è sempre il grande rispetto prima di tutto per le persone, e poi anche per la Natura. Non dimentichiamo mai che durante i viaggi siamo sempre ospiti inattesi e non invitati, che vanno ad interagire con realtà che non conosciamo, o conosciamo poco, con equilibri sociali e culturali ignoti (o quasi… il concetto di ignoranza socratica è sempre utile), insomma con i nostri 4×4, o moto, o con le nostre macchine fotografiche, siamo come un elefante in un negozio di cristalli. Ma anche con il nostro abbigliamento, con il nostro modo di fare…. eccetera. Quindi ci piace viaggiare sempre con umiltà, sempre con un sorriso pronto, e sincero, sempre interessati a conoscere e a interagire con chi vorrà donarci la sua ospitalità.

Viaggiamo per imparare cose che non conosciamo, modi di vivere, modi di pensare… per scatenare i nostri cavalli ci sono le gare, non certo i viaggi, per soddisfare le nostre brame di fotografi ci sono gli zoo, le tribù del Senegal ma anche i berberi di un jebel sperduto non sono lì per noi, per le nostre foto, per le nostre interviste. E’ sempre un grande privilegio poter approfittare – in senso buono – della loto ospitalità, del loro tempo, non dimentichiamolo, e ricordiamoci che siamo noi a casa loro, e che probabilmente non li accoglieremmo a casa nostra come loro stanno accogliendo noi…

in foto: Zohra, la moglie di Mehdi, un caro amico di Douz